Yoga, quando il bimbo a turno fa il ragno

di Claudia Cichetti (www.cittadeibimbi.it)

Ormai lo sanno: i bimbi entrano rumorosi e si tolgono le scarpe. Il primo gesto di liberazione. Si siedono per  terra e tutti in cerchio, insieme al maestro Anthony, fanno dei lunghi respironi per allontanare le nuvole in cielo. Comincia così una lezione di yoga per bimbi di  Anthony Trahair, niente candele né odore di incenso solo gioco allo stato puro. Fatto di niente.

Antony è quello che si definisce “un ragazzo cresciuto” dai capelli un po’ arruffati, cammina con scarpe da straniero, magliette e pantaloni comodi dai tessuti naturali che, partito da Londra con una laurea in chimica in tasca ha fatto per anni il giocoliere a Roma per compensare quell’emozioni e quel linguaggio del corpo che la tavola degli elementi non contemplava.

Nello zaino tanti animaletti di peluche, un gong e un gomitolo di lana. E per giocare, il proprio corpo. “Lo yoga fa bene ai bambini, io li vedo, devono recuperare lo spazio del gioco “fatto di niente: basta rotolarsi per fare il tronco perchè si sentano liberi di un benessere ludico e fisico. Loro colgono la mia voglia di giocare, il mio sforzo è di coinvolgere il gruppo, lasciando spazio al movimento libero di ciascuno, per riportarli insieme, nel movimento del gruppo”.

Anthony con il suo racconto conduce i bimbi in un bosco fatto di alberi che, da semi appallottolati a terra, si fanno grandi e spalancano mani e dita come foglie al sole, farfalle che aprono le ali, gambe che rimangono in equlibrio sul bacino, api che succhiano il nettare, partendo dalla posizione del ciabattino, ottima per anche e inguini, e infine li accompagna nella tela del ragno. “E’ un gioco che crea sempre un momento magico, uno sprazzo di silenzio e concentrazione che è prezioso anche per i bambini“. Ciascuno a turno fa il ragno e deve stare attento a muoversi in quella rete di fili costruita con gli altri per non romperla. E ci vuole concentrazione.

Alla fine della lezione c’è chi ha più energia di prima e chi è più stanco. Ma per tutti loro, il maestro Anthony è un idolo.

“Attraverso il movimento, il respiro, i racconti, vorrei pensare che ognuno a modo suo è riuscito ad essere un po’ più se stesso e abbia sentito la leggerezza di essere accettato e non giudicato” .

Dal: http://www.cittadeibimbi.it/news/yoga-quando-il-bimbo-a-turno-fa-il-ragno/