Lezioni di yoga in classe (anche contro il bullismo)

Istruzione Prof autorizzati dal ministero. Una bimba: «Meglio della ginnastica»

Lezioni di yoga in classe (anche contro il bullismo).

La docente «Per i bambini è un gioco che aiuta a star bene, a recuperare i propri ritmi e a superare lo stress».
L’esperienza di Casatenovo (Lecco): «Corsi con i fondi della scuola pubblica». Introdotte in molte scuole. «L’Italia è un modello».

DAL NOSTRO INVIATO CASATENOVO (Lecco) . Le mani giunte che si levano al cielo: «Saluto il sole e saluto la terra». Andrea, Amalia, Luca e Gaia hanno sei anni e frequentano la prima classe alla primaria di Casatenovo. Oggi a scuola c’è lezione di yoga. Mano destra sul ventre e sinistra sul torace, controllano il respiro e ascoltano il cuore: «È facile, si segue l’onda della pancia». Si respira come un treno a vapore, si tappano le orecchie e si fa l’ape. E poi, come nelle asana, le posizioni con cui si cimentano gli adulti, ecco il gatto, il cane, la rana. «Meglio dell’ora ginnastica, mi rilasso. E quando la sera a casa non riesco a dormire… zzzzz, faccio l’ape nel letto».Gaia mima il ronzio dell’insetto aiutata da un sorriso finestrato. Lei è solo una dei tanti giovani che fanno yoga a scuola: dalle materne alle superiori, da Bolzano a Bologna, da Milano a Barletta. Per crescere sani, scacciare lo stress e l’aggressività, migliorare la concentrazione, ma anche sentirsi autonomi e capire cosa è bene e cosa è male. Qualche giorno fa Micheline Flak, fondatrice dell’associazione Ricerca sullo yoga nell’educazione (Rye), dichiarava al quotidiano francese Le Monde: «In Italia, Israele, Brasile e Canada lo yoga a scuola è riconosciuto dai governi». L’Italia è un modello: «Un paese pilota dove il primo protocollo tra associazioni e ministero dell’Istruzione è arrivato già dodici anni fa», spiega Antonietta Rozzi, direttrice di Yogaeducational, il master della Federazione italiana yoga che forma insegnanti certificati dentro e fuori le scuole. La prima firma nel 2000, poi nel 2003, quindi nel 2007. Adesso i tagli hanno rallentato il rinnovo dell’ultimo protocollo. Ma dal ministero assicurano che è questione di formalità. Alcuni istituti propongono lo yoga durante l’ora di educazione fisica, altri tra i banchi prima di un compito in classe oppure come attività pomeridiana. E con qualche difficoltà Rozzi stima: «In media ogni anno sono oltre quattrocento le classi che sperimentano questa disciplina con noi. Tutto si svolge in modo giocoso: posizioni, tecniche di respirazione e anche meditazione guidata. Perché i bambini di oggi non sono abituati al silenzio, mentre hanno un grande bisogno di vivere con lentezza e scoprire i loro spazi interiori. Lo chiedono loro e quello che imparano a scuola lo portano a casa».La primaria cascina Crotta di Casatenovo, nel Lecchese, non è una scuola privata o sperimentale. «È una pubblica in cui è stato scelto di organizzare con i fondi scolastici un corso di yoga da affidare a un’insegnante esterna», dice Lorenza Corsini, 43 anni, la maestra di yoga. Lei segue undici gruppi e fa parte dell’associazione Rye fondata nel 1978 in Francia da Micheline Flak. Con una peculiarità: «Non relegare lo yoga nelle palestre ma farlo entrare in classe», spiega Mirella Perlasca, per 33 anni maestra alle elementari e presidente italiana del Rye. «Un metodo per rispondere a chi lavora nella scuola e assiste sempre più a manifestazioni di inquietudine e dispersione, il sintomo di un disagio tra bambini e adolescenti». Il rapporto con gli altri e con se stessi, la consapevolezza del corpo e la coscienza del respiro, quindi il ritiro dei sensi e la concentrazione. «In classe si mette la testa sul banco, si chiudono gli occhi e ci si pone in ascolto del respiro. Si visualizza un problema, una poesia. Si cerchia il titolo di un tema, tanti sono i raggi di sole che si dipartono tante sono le idee da fissare sul foglio. E così ci si prepara all’attività successiva. Più concentrati». Cecilia Bossi, 38 anni di insegnamento, è maestra in una materna a Cologno Monzese. Per i 37 alunni di cinque anni è anche la maestra di yoga. «Questa disciplina ? dice ? per i bimbi è un gioco che aiuta a star bene, a recuperare i propri ritmi e a superare quei malesseri sintomo di disagio o stress. Per i più grandi è un valido aiuto all’attività didattica. Ma non solo: lo yoga è un alleato dei ragazzi di medie e superiori, con i loro alti e bassi, le loro tempeste ormonali, nel controllo delle emozioni». Continua Antonietta Rozzi: «È poi un prezioso alleato degli insegnanti nel controllo dell’aggressività e anche nella prevenzione del bullismo». Del resto l’Oms ha lanciato l’allarme: nel 2020 il 30-40% delle nuove generazioni avrà a che fare con forme di depressione e ansia. «Con la magia del respiro bambini e adolescenti sentono che qualcosa può interrompere questo stress. Studiare, relazionarsi, tutto diventa più facile». E se i ragazzi stanno meglio nel loro corpo e nella loro testa, stanno meglio anche a scuola.

Alessandra Mangiarotti

(http://archiviostorico.corriere.it/2012/novembre/26/Lezioni_yoga_classe_anche_contro_co_0_20121126_c8a6be46-3793-11e2-beec-051c70a40e50.shtml)